Terzo Settore

Sgravio tardivo del Fisco: il contribuente ha comunque diritto alle spese legali

Quando l'Agenzia delle Entrate annulla un atto solo dopo l'avvio del contenzioso, deve comunque rimborsare le spese legali al contribuente. La Cassazione ribadisce che lo sgravio tardivo non cancella la soccombenza sostanziale del Fisco. Una pronuncia rilevante per fondazioni ed enti del Terzo settore, spesso esposti a pretese tributarie poi ritirate solo a giudizio iniziato.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·7 giugno 2026 ·4 min

Il caso

Una fondazione impugna un atto impositivo davanti al giudice tributario. In primo grado ottiene ragione, con condanna dell'Amministrazione finanziaria al pagamento delle spese. In appello, però, la Commissione Tributaria Regionale dispone la compensazione delle spese: ciascuno paga le proprie.

Il motivo addotto è ricorrente nella prassi: l'Agenzia delle Entrate aveva nel frattempo concesso lo "sgravio", cioè aveva annullato la pretesa fiscale. Secondo il giudice d'appello, questo annullamento renderebbe equa la compensazione, perché la lite si chiude senza un vincitore formale.

La Corte di Cassazione corregge questa impostazione: lo sgravio intervenuto dopo l'avvio del giudizio non neutralizza la responsabilità dell'ente per le spese sostenute dal contribuente.

Inquadramento

La disciplina delle spese nel processo tributario richiama il principio generale dell'articolo 91 del codice di procedura civile: chi perde paga. Nel contenzioso fiscale opera l'articolo 15 del D.Lgs. 546/1992, che recepisce la regola della soccombenza e limita fortemente la possibilità di compensare le spese.

Il punto decisivo è la nozione di soccombenza virtuale. Quando l'Amministrazione annulla l'atto solo dopo che il contribuente ha già impugnato — dunque dopo che ha già sostenuto costi di difesa — il Fisco riconosce, di fatto, che la pretesa era infondata. Annullare l'atto in corso di causa equivale ad ammettere di avere torto.

In questa logica, lo sgravio non è una circostanza neutra che giustifica la compensazione. È, al contrario, la conferma che il contribuente aveva ragione fin dall'inizio. La compensazione resta possibile solo in presenza di gravi ed eccezionali ragioni, che il giudice deve indicare in modo specifico e motivato: non basta richiamare genericamente l'annullamento dell'atto.

Implicazioni pratiche

Per le fondazioni e gli enti del Terzo settore la questione è tutt'altro che teorica. Questi soggetti ricevono con frequenza avvisi e cartelle legati alla qualificazione fiscale delle attività, all'IMU, all'imposta di registro o al regime agevolato non riconosciuto. Capita spesso che l'Amministrazione, una volta esaminata la documentazione prodotta in giudizio, ritiri la pretesa.

Fino a oggi, in questi casi, molti enti si vedevano negare il rimborso delle spese legali: l'atto era annullato, la lite "finiva in pareggio". Il risultato era paradossale. L'ente aveva subìto una pretesa infondata, aveva dovuto attivare un difensore, aveva sostenuto costi reali — e poi se li teneva.

La pronuncia ribalta questa prospettiva. Se l'atto viene annullato dopo l'impugnazione, l'ente ha titolo per ottenere il rimborso delle spese, salvo che il giudice individui ragioni eccezionali per la compensazione e le motivi puntualmente.

È una tutela concreta per realtà che operano con risorse limitate e che non possono assorbire senza danno i costi di un contenzioso evitabile.

Cosa fare in concreto

  1. Documentate da subito la fondatezza della vostra posizione. Quanto prima emerge l'infondatezza della pretesa, tanto più solida è la richiesta di spese in caso di sgravio successivo.
  1. Non rinunciate alla domanda sulle spese. Anche se l'Amministrazione annulla l'atto in corso di causa, mantenete e coltivate la richiesta di condanna alle spese: l'annullamento non vi priva del diritto.
  1. Contestate la compensazione non motivata. Se il giudice compensa le spese richiamando genericamente lo sgravio, valutate l'impugnazione: la compensazione richiede ragioni gravi ed eccezionali specificamente indicate.
  1. Conservate la prova dei costi sostenuti. Mandati, fatture e parcelle del difensore vanno tenuti ordinati: servono a quantificare correttamente il rimborso.
  1. Verificate i tempi dello sgravio. È determinante distinguere l'annullamento intervenuto prima o dopo l'avvio del giudizio: solo nel secondo caso opera pienamente la logica della soccombenza virtuale.

Consigliamo agli enti che ricevono atti impositivi di valutare per tempo la strategia difensiva, considerando fin dall'inizio anche il profilo delle spese: è una componente economica che incide direttamente sul bilancio dell'organizzazione.

---

Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

Disclaimer. Contributo informativo a cura di Tamburro Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale. Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
Una conversazione con lo studio

Ogni ente del terzo settore ha la sua storia.

Se rappresenti un ETS e vuoi un confronto su governance, RUNTS o fiscalità, scrivi allo studio. Ti rispondiamo entro un giorno lavorativo.