Terzo Settore

Summer School Cantieri ViceVersa 2026: finanza sociale e transizione ecologica per il Terzo Settore

Il 25 e 26 giugno torna a Verona la Summer School di Cantieri ViceVersa, promossa dal Forum Terzo Settore con il Forum per la Finanza Sostenibile. Due giornate su finanza sociale e transizione ecologica che riguardano da vicino gli enti del Terzo Settore: capire questi strumenti significa anticipare obblighi e opportunità di rendicontazione che diventeranno presto centrali.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·25 giugno 2026 ·4 min

Di cosa si tratta

Cantieri ViceVersa è il percorso di confronto tra mondo del non profit e operatori della finanza promosso dal Forum Terzo Settore e dal Forum per la Finanza Sostenibile. L'edizione 2026 della Summer School si tiene a Verona il 25 e 26 giugno e mette al centro due temi: la sostenibilità ambientale e gli strumenti di finanza sociale a disposizione degli enti del Terzo Settore.

All'iniziativa partecipano realtà bancarie e assicurative (Banco BPM, BPER Banca, BCC Roma, Unicredit, Gruppo Assimoco), reti di rappresentanza (Acri, CSVnet), centri di ricerca (Aiccon) e soggetti dedicati all'impatto sociale (Fondazione Sodalitas, Social Impact Agenda, AlmaLED). La compresenza di questi attori segnala una direzione: l'accesso alle risorse per il non profit passa sempre più da logiche di misurazione e rendicontazione condivise con il sistema finanziario.

Inquadramento normativo

L'evento non introduce regole nuove, ma si colloca dentro un quadro già in movimento. Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) ha posto le basi della trasparenza degli enti, in particolare con gli obblighi di bilancio (art. 13) e con il bilancio sociale per gli enti sopra determinate soglie (art. 14). Si tratta dei documenti con cui un ente rendiconta non solo i numeri, ma anche gli effetti della propria attività sulla collettività.

A questo si aggiunge la cornice europea sulla finanza sostenibile. Il Regolamento UE 2019/2088 (cosiddetto SFDR) impone agli operatori finanziari obblighi di informativa sui rischi e sugli impatti di sostenibilità degli investimenti. La Direttiva UE 2022/2464 (CSRD) estende progressivamente la rendicontazione di sostenibilità a un numero crescente di imprese. Per gli enti del Terzo Settore l'effetto è indiretto ma concreto: chi eroga credito o risorse chiederà dati ambientali e sociali sempre più strutturati anche ai propri interlocutori non profit.

Implicazioni pratiche

Per un ente del Terzo Settore – associazione, fondazione, impresa sociale, cooperativa – la finanza sociale non è più un tema riservato alle organizzazioni di grandi dimensioni. Banche e investitori orientati all'impatto valutano l'affidabilità anche sulla qualità della rendicontazione non finanziaria.

In pratica, due conseguenze. La prima: chi cerca finanziamenti, prestiti agevolati o strumenti come i social bond deve essere in grado di documentare gli effetti sociali e ambientali della propria attività con dati verificabili, non con dichiarazioni generiche. La seconda: la transizione ecologica diventa un criterio di selezione. Un ente che dimostra consumi, scelte energetiche e progettualità ambientali coerenti si posiziona meglio nell'accesso alle risorse.

Il rischio opposto è il greenwashing dichiarativo: comunicare impegni ambientali non supportati da evidenze espone a contestazioni reputazionali e, nei rapporti con il sistema finanziario, alla perdita di credibilità. Per questo la misurazione dell'impatto va impostata con metodo, non improvvisata in vista di un singolo bando.

Cosa fare in concreto

  1. Verificate gli obblighi di bilancio del vostro ente. Controllate se rientrate tra i soggetti tenuti al bilancio sociale ex art. 14 del Codice del Terzo Settore e adeguate la documentazione di conseguenza.
  1. Strutturate la rendicontazione di impatto prima di cercare risorse. Definite indicatori sociali e ambientali misurabili e tracciabili nel tempo, così da poterli presentare a banche e finanziatori.
  1. Mappate gli strumenti di finanza sociale accessibili. Informatevi sui prodotti dedicati al non profit dagli operatori del settore e valutate quali sono compatibili con la natura giuridica del vostro ente.
  1. Documentate le scelte ambientali con evidenze. Raccogliete dati su consumi, fornitori e progetti, evitando affermazioni non dimostrabili che possono ritorcersi contro l'ente.
  1. Partecipate a percorsi formativi come la Summer School. Il confronto diretto con operatori finanziari aiuta a capire quali informazioni vi verranno richieste e a prepararle per tempo.

Una valutazione complessiva

L'iniziativa di Verona conferma una tendenza strutturale: il Terzo Settore non opera più in un perimetro separato dal sistema finanziario, ma all'interno di un dialogo crescente con esso. Consigliamo agli enti di trattare la rendicontazione sociale e ambientale come una funzione stabile dell'organizzazione, non come un adempimento occasionale. Chi si attrezza per tempo affronta con maggiore solidità sia gli obblighi normativi sia le opportunità di finanziamento.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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