Super deduzione nuove assunzioni: cosa cambia con la legge di bilancio
Le anticipazioni sulla prossima manovra tornano a parlare di maggiorazione del costo del lavoro per le nuove assunzioni stabili. L'agevolazione, già introdotta dal d.lgs. 216/2023, consente di dedurre più del costo effettivo, con un beneficio ulteriore per alcune categorie meritevoli. Resta il vincolo decisivo: serve un incremento occupazionale reale e una base imponibile capiente.
Di cosa parliamo
La cosiddetta "super deduzione" delle nuove assunzioni è una misura introdotta dall'art. 4 del d.lgs. 216/2023 e attuata dal DM 25 giugno 2024. Consente a imprese e professionisti di dedurre, ai fini delle imposte sui redditi, un importo superiore al costo effettivo sostenuto per i nuovi lavoratori assunti a tempo indeterminato.
In questi giorni circolano anticipazioni su un possibile rafforzamento della misura nella prossima legge di bilancio, con un innalzamento della maggiorazione. Attenzione: si tratta di indiscrezioni su testi non ancora approvati. Tutto quanto segue va letto al condizionale, salvo i profili già vigenti.
Come funziona il meccanismo
Il beneficio opera come maggiorazione del costo deducibile, non come credito d'imposta né come esonero contributivo. È bene tenere distinte le tre leve, perché hanno logiche diverse:
- la super deduzione riduce la base imponibile IRES/IRPEF, quindi produce effetto solo in presenza di utili tassabili;
- il credito d'imposta è un importo utilizzabile in compensazione, a prescindere dalla capienza fiscale;
- gli esoneri contributivi incidono sui contributi previdenziali dovuti.
Nella disciplina vigente la maggiorazione base è pari al 20% del costo riferibile ai nuovi assunti (deduzione al 120%). Per alcune categorie meritevoli è prevista una maggiorazione ulteriore.
Il calcolo del beneficio effettivo
Qui serve chiarezza, perché le percentuali si prestano a confusione.
La maggiorazione non è lo sconto fiscale: è la base su cui si calcola lo sconto. Il risparmio effettivo si ottiene applicando l'aliquota d'imposta alla parte di costo maggiorata.
Esempio con una società soggetta a IRES al 24%:
- se la maggiorazione fosse pari al 40% del costo (deduzione al 140%), il risparmio effettivo sarebbe pari a 40% × 24% = 9,6% del costo del nuovo assunto.
È da qui che deriva la cifra del 9,6% che si legge nelle anticipazioni di stampa: non è un beneficio riservato a una specifica fascia d'età, ma il risultato aritmetico dell'applicazione dell'aliquota IRES a una maggiorazione del 40%. Se tale maggiorazione fosse davvero "ordinaria", il 9,6% varrebbe per tutte le assunzioni ammissibili, non per una categoria particolare.
Per i soggetti che beneficiano della maggiorazione ulteriore prevista per le categorie meritevoli, il risparmio effettivo risulterebbe più alto, perché la percentuale maggiorata è superiore. Le categorie individuate dal DM 25 giugno 2024 non comprendono una fascia generica di "under 36": riguardano in particolare lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati, persone con disabilità, donne con determinati requisiti, giovani ammessi agli incentivi all'occupazione, ex percettori del reddito di cittadinanza. La verifica dell'appartenenza a una di queste categorie va fatta caso per caso.
Il nodo della capienza fiscale
Il punto più spesso sottovalutato. Trattandosi di una deduzione, il beneficio si traduce in risparmio solo se c'è reddito imponibile su cui applicarlo. Un'impresa in perdita, o con base imponibile ridotta, non monetizza la maggiorazione nell'esercizio.
A questo si aggiunge il requisito dell'incremento occupazionale: il numero dei dipendenti a tempo indeterminato al termine del periodo deve essere superiore alla media dell'anno precedente. Non basta assumere: occorre un aumento netto dell'organico, valutato secondo i criteri tecnici fissati dalla norma attuativa.
Implicazioni pratiche
Per l'impresa che sta pianificando assunzioni, la misura può ridurre il costo fiscale del lavoro stabile, ma non è un automatismo. Due aziende che assumono lo stesso profilo possono ottenere benefici molto diversi a seconda della redditività e del rispetto dell'incremento occupazionale. Costruire la decisione sul solo titolo di giornale è un errore ricorrente.
Cosa fare in concreto
- Verificate l'incremento occupazionale: calcolate la media dei dipendenti a tempo indeterminato dell'esercizio precedente prima di programmare le assunzioni.
- Stimate la capienza fiscale attesa: senza utili tassabili la deduzione non produce risparmio; valutatelo con il consulente fiscale.
- Classificate correttamente i profili: controllate se i candidati rientrano nelle categorie meritevoli del DM 25 giugno 2024, che danno diritto alla maggiorazione ulteriore.
- Non date per acquisite le nuove percentuali: le ipotesi di innalzamento circolate sulla stampa non sono ancora legge; attendete il testo definitivo.
- Documentate tutto: tenete traccia di contratti, date di decorrenza e requisiti dei lavoratori, elementi essenziali in sede di controllo.
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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*
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