Superbonus e condòmini truffati: lo scudo fiscale nella manovra
Il Governo valuta di inserire nella legge di Bilancio un'imposta sostitutiva per i condòmini chiamati a restituire il Superbonus percepito in modo irregolare. L'obiettivo è evitare sanzioni e interessi a chi ha agito in buona fede. Oggi, infatti, il recupero colpisce il beneficiario anche quando la responsabilità è di imprese o intermediari. Vediamo cosa cambierebbe e come muoversi.
Il fatto
Secondo le indiscrezioni sulla manovra 2026, il legislatore starebbe studiando uno "scudo" per i condòmini coinvolti in operazioni Superbonus rivelatesi irregolari. Il meccanismo ipotizzato è un'imposta sostitutiva: una somma forfettaria che consente di definire la posizione fiscale senza subire l'intero carico di sanzioni e interessi.
La questione è tutt'altro che marginale. Molti condòmini si sono affidati a imprese e general contractor che hanno gestito lavori, pratiche e cessione del credito. Quando l'operazione è risultata difettosa — lavori non conformi, asseverazioni errate, crediti inesistenti — l'Agenzia delle Entrate ha avviato il recupero nei confronti del beneficiario della detrazione, cioè il singolo condòmino.
Inquadramento normativo
Il Superbonus è disciplinato dall'art. 119 del DL 34/2020 (Decreto Rilancio), che fissa aliquote, requisiti tecnici e adempimenti. L'art. 121 dello stesso decreto regola invece le due alternative alla detrazione diretta: lo sconto in fattura e la cessione del credito.
Il punto critico sta proprio nel regime di responsabilità. L'art. 121, comma 6, prevede che il recupero dell'importo corrispondente alla detrazione non spettante sia operato nei confronti del beneficiario. Il fornitore o il cessionario rispondono in solido solo in caso di dolo o colpa grave. In concreto, ciò significa che il condòmino in buona fede resta esposto, salvo riuscire a dimostrare la mala fede qualificata di chi ha ceduto o scontato il credito.
È qui che si colloca l'ipotesi di intervento: un'imposta sostitutiva non modificherebbe la norma sulla responsabilità, ma offrirebbe una via d'uscita economica e definita per chiudere il contenzioso.
Implicazioni pratiche
Per il condòmino, lo scenario attuale è oneroso. Un avviso di recupero comporta la restituzione della detrazione, maggiorata di sanzioni e interessi, con possibili iscrizioni a ruolo. Il carico complessivo può superare di molto il beneficio inizialmente ottenuto.
Lo scudo, se confermato, cambierebbe la prospettiva: una cifra predeterminata e ridotta al posto di un contenzioso lungo e dall'esito incerto. Resta però da capire il perimetro. Non è chiaro se la definizione riguarderà solo i casi di buona fede, come sarà individuato il "condòmino truffato" e quale sarà l'aliquota sostitutiva.
Attenzione a un equivoco frequente: aderire a una definizione agevolata non equivale a riconoscere la propria colpevolezza penale, ma incide sui rapporti civilistici. Chi paga per chiudere con il Fisco non perde necessariamente il diritto di rivalersi su impresa o intermediario responsabile, purché abbia documentato la propria posizione.
Per gli amministratori di condominio il tema è delicato. La gestione delle delibere, degli incarichi all'impresa e del flusso documentale può diventare oggetto di verifica. Una documentazione ordinata è oggi la migliore tutela.
Cosa fare in concreto
- Recuperate l'intera documentazione dell'intervento: contratti di appalto, asseverazioni tecniche, visti di conformità, atti di cessione del credito e delibere assembleari. È la base per qualunque difesa o definizione.
- Verificate lo stato della vostra posizione presso l'Agenzia delle Entrate: controllate se sono già stati notificati avvisi, inviti al contraddittorio o comunicazioni di recupero, e i relativi termini.
- Non aderite ad alcuna definizione senza una valutazione preventiva: confrontate il costo dell'imposta sostitutiva con le possibilità di difesa nel merito e con i profili di rivalsa verso i responsabili.
- Conservate le prove della buona fede: scambi con l'impresa, bonifici, verbali e ogni elemento che dimostri la correttezza della vostra condotta.
- Coordinatevi tra condòmini e con l'amministratore: molte posizioni nascono dallo stesso cantiere e una strategia unitaria è spesso più efficace.
In attesa del testo definitivo della legge di Bilancio, consigliamo di non assumere decisioni affrettate. Le regole di dettaglio — perimetro dei beneficiari, aliquota, termini — saranno determinanti, e un'adesione mal ponderata può precludere soluzioni più convenienti.
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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*
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