Contrattualistica

Usura nei mutui: il principio di simmetria nel calcolo

La verifica dell'usura in un mutuo non è un semplice raffronto di percentuali. Serve confrontare grandezze omogenee, usando le stesse metodologie con cui la Banca d'Italia costruisce i tassi soglia. Un errore di metodo nella perizia può far crollare l'intera contestazione. Vediamo cosa significa il principio di simmetria e come incide su chi intende agire.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·23 luglio 2026 ·4 min

Il principio di simmetria in sintesi

Quando si contesta il carattere usurario di un mutuo, la tentazione è confrontare direttamente il tasso pattuito con il tasso soglia pubblicato dal Ministero dell'Economia. È un errore. Il tasso soglia deriva dal TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio), che la Banca d'Italia rileva applicando precise regole di calcolo. Per un confronto valido occorre calcolare il tasso concreto del contratto con lo stesso metodo: solo così si mettono a paragone quantità omogenee.

È questo il cosiddetto principio di simmetria. Se il TEGM esclude o include certe voci di costo secondo determinati criteri, anche il tasso del singolo mutuo va ricostruito con gli identici criteri. Confrontare un tasso calcolato con formula "libera" e una soglia costruita con le Istruzioni della Banca d'Italia produce un risultato privo di significato tecnico.

L'inquadramento normativo

La disciplina antiusura ruota attorno alla legge 7 marzo 1996, n. 108, che ha modificato l'art. 644 del codice penale e introdotto il meccanismo del tasso soglia. Il procedimento è a più stadi: la Banca d'Italia effettua le rilevazioni trimestrali secondo proprie Istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi, il Ministero dell'Economia pubblica i TEGM suddivisi per categorie omogenee di operazioni, e dai TEGM si ricava la soglia oltre la quale gli interessi sono usurari.

Due elementi tecnici sono decisivi. Primo: il tasso soglia va individuato per la categoria corretta (i mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile appartengono a rilevazioni distinte). Secondo: va assunta la soglia vigente alla data di stipula del contratto, non quella odierna. Sbagliare categoria o periodo significa usare un parametro di raffronto errato in radice.

Usura originaria e interessi di mora

Un punto merita attenzione perché è il terreno giurisprudenziale più delicato. L'usura originaria riguarda i tassi pattuiti al momento della conclusione del contratto: è quel momento a fotografare la validità della clausola. Diverso è il tema dell'usura sopravvenuta, ossia il tasso divenuto superiore alla soglia solo per effetto di rilevazioni successive: le Sezioni Unite della Cassazione (sent. n. 24675/2017) hanno escluso che il superamento sopravvenuto renda di per sé nullo o inefficace il tasso originariamente lecito.

Quanto agli interessi di mora, quelli dovuti in caso di ritardo nei pagamenti, le Sezioni Unite (sent. n. 19597/2020) hanno chiarito che sono soggetti alla verifica di usurarietà, ma che il confronto va condotto con un parametro dedicato, tenendo conto della specifica natura del tasso moratorio. Anche qui il criterio di fondo resta l'omogeneità: si confronta la mora con la soglia costruita coerentemente, non con quella pensata per gli interessi corrispettivi.

Cosa cambia in giudizio

Le conseguenze pratiche sono nette. Una perizia o una consulenza tecnica d'ufficio (la relazione dell'esperto nominato dal giudice, il CTU) che ricostruisca il tasso del mutuo senza rispettare le metodologie della Banca d'Italia produce un dato non spendibile. Un errore matematico o metodologico può ribaltare l'esito: un mutuo apparentemente usurario si rivela conforme, e la contestazione viene respinta.

Per chi ha stipulato un mutuo, questo significa che la fondatezza di una possibile azione dipende dalla qualità tecnica della verifica, non dall'impressione di un tasso elevato. La contestazione va costruita su basi metodologiche verificabili.

Cosa fare in concreto

  1. Recuperate la documentazione completa: contratto, piano di ammortamento, condizioni economiche e ogni voce di costo collegata al finanziamento.
  2. Individuate la categoria corretta del mutuo (tasso fisso o variabile) e la soglia vigente alla data esatta di stipula, non quella attuale.
  3. Fate redigere una perizia con formula esplicita, che mostri il metodo di calcolo e ricostruisca il tasso concreto secondo le Istruzioni della Banca d'Italia.
  4. Distinguete interessi corrispettivi e interessi di mora, valutandone separatamente il confronto con la soglia pertinente.
  5. Verificate la sostenibilità tecnica della contestazione prima di avviare un giudizio: un raffronto tra grandezze non omogenee è destinato a non reggere.

La verifica preliminare della coerenza metodologica è opportuna in ogni caso, perché è proprio sul metodo che si gioca l'esito della causa.

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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