Summer School di Cantieri ViceVersa: Terzo settore e transizione ecologica
Torna la Summer School di Cantieri ViceVersa, promossa da Forum Terzo Settore e Forum per la Finanza Sostenibile. L'edizione 2026 è dedicata agli strumenti finanziari per la rigenerazione urbana e l'efficienza energetica. Per gli enti del Terzo settore il tema non è solo culturale: incide su accesso ai fondi, governance e adempimenti legati al codice di settore.
Il contesto
La Summer School di Cantieri ViceVersa, organizzata dal Forum Terzo Settore insieme al Forum per la Finanza Sostenibile, dedica l'edizione 2026 al rapporto tra Terzo settore e transizione ecologica. Il fuoco è sugli strumenti finanziari a supporto della rigenerazione urbana e dell'efficienza energetica.
L'iniziativa mette attorno allo stesso tavolo organizzazioni del Terzo settore, istituzioni, operatori finanziari ed esperti. L'obiettivo dichiarato è costruire competenze su come reperire e gestire risorse per progetti a impatto ambientale e sociale. Un terreno in cui gli enti non profit sono sempre più chiamati a operare come soggetti attivi, non solo come destinatari di contributi.
Inquadramento normativo
Il perimetro di riferimento resta il Codice del Terzo settore (D.lgs. 117/2017, in breve CTS). La norma definisce le categorie di enti — associazioni, fondazioni, imprese sociali, organizzazioni di volontariato — e ne disciplina attività di interesse generale, regime fiscale e obblighi di trasparenza.
L'articolo 5 del CTS individua le attività di interesse generale: tra queste rientrano interventi di tutela dell'ambiente, riqualificazione di beni pubblici e housing sociale. Sono proprio gli ambiti toccati dalla Summer School. Questo significa che la rigenerazione urbana e l'efficienza energetica non sono attività "laterali", ma possono costituire l'oggetto statutario principale di un ente.
Resta centrale l'iscrizione al RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. L'iscrizione è condizione per accedere a numerose agevolazioni e, spesso, per partecipare a bandi e strumenti di finanza dedicata. La qualifica di ente del Terzo settore (ETS) è quindi un presupposto operativo, non un'etichetta formale.
Implicazioni pratiche
Per un ente non profit che intenda accedere a strumenti di finanza sostenibile — fondi a impatto, finanziamenti dedicati, partenariati pubblico-privati — la conformità statutaria e contabile diventa decisiva.
Gli operatori finanziari che erogano risorse "green" applicano criteri di verifica sempre più stringenti. Chiedono coerenza tra oggetto sociale e progetto, rendicontazione misurabile dell'impatto e governance trasparente. Un ente che non abbia adeguato lo statuto al CTS, o che presenti criticità nel bilancio sociale, rischia di restare escluso a monte.
La rigenerazione urbana, inoltre, comporta spesso rapporti con la pubblica amministrazione: convenzioni, concessioni di beni pubblici, co-progettazione ai sensi dell'art. 55 CTS. Ciascuno di questi strumenti ha presupposti formali precisi. Un errore nella fase di accordo può compromettere l'intero progetto, anche quando il finanziamento è già acquisito.
C'è poi il profilo della responsabilità degli amministratori. Gestire risorse vincolate a finalità ambientali significa assumere obblighi di destinazione: l'uso difforme dei fondi può generare conseguenze sul piano civile e, in alcuni casi, fiscale.
Cosa fare in concreto
- Verificate lo statuto. Controllate che l'oggetto sociale includa, in modo esplicito, le attività di interesse generale dell'art. 5 CTS coerenti con i progetti che intendete realizzare.
- Aggiornate l'iscrizione al RUNTS. Accertatevi che i dati siano corretti e che gli adempimenti annuali (bilancio, eventuale bilancio sociale) siano regolari: sono requisiti di accesso a molti strumenti finanziari.
- Predisponete una rendicontazione d'impatto. Dotatevi di indicatori misurabili sui risultati ambientali e sociali attesi: è ciò che gli operatori di finanza sostenibile richiedono in fase istruttoria.
- Curate la fase contrattuale con la PA. Prima di firmare convenzioni o aderire a co-progettazioni, fate verificare i presupposti formali e i vincoli di destinazione delle risorse.
- Mappate le responsabilità. Definite per iscritto ruoli e poteri degli organi di gestione rispetto all'uso dei fondi vincolati, così da delimitare la responsabilità degli amministratori.
Iniziative come la Summer School confermano una direzione: il Terzo settore è chiamato a maneggiare strumenti finanziari complessi. Costruire per tempo una struttura organizzativa e documentale adeguata è la premessa per cogliere queste opportunità senza esporsi a contestazioni.
Disclaimer
Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
Ogni ente del terzo settore ha la sua storia.
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