Terzo Settore

Terzo Settore e intelligenza artificiale: il caso del progetto AiCS DIGIT.NOW.FUTURE

AiCS e le CTG lanciano DIGIT.NOW.FUTURE, progetto finanziato dal Ministero del Lavoro per educare giovani e adulti all'uso consapevole dell'intelligenza artificiale in trenta territori. L'iniziativa intercetta un tema centrale per il Terzo Settore e l'intelligenza artificiale: accanto al valore educativo, emergono obblighi precisi su finanziamento pubblico, trattamento dei dati e tutela dei minori. Vediamo cosa comporta per gli enti coinvolti.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·3 luglio 2026 ·4 min

Il fatto

AiCS, insieme al CTG – Centro Turistico Giovanile, ha avviato DIGIT.NOW.FUTURE, un progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L'obiettivo è educare giovani e adulti all'uso etico dell'intelligenza artificiale e contrastare fenomeni come cyberbullismo e disinformazione. Coinvolge trenta territori, con il concorso di comitati AiCS, scuole, enti del Terzo Settore e associazioni culturali e giovanili. L'avvio operativo è previsto dall'ottobre 2026.

Si tratta di un'iniziativa che unisce due fronti oggi delicati: l'attività educativa svolta in rete tra soggetti diversi e il rapporto tra Terzo Settore e intelligenza artificiale, sia come oggetto della formazione sia come possibile strumento di lavoro.

Inquadramento normativo

Sul piano delle attività, l'educazione e la formazione rientrano tra le attività di interesse generale previste dall'art. 5 del Codice del Terzo Settore (d.lgs. 117/2017), in particolare alle lettere d) e i). Il progetto si colloca dunque pienamente nel perimetro istituzionale di un ETS.

Quanto al canale di finanziamento, l'ipotesi più probabile è che il contributo derivi dagli avvisi ministeriali disciplinati dagli artt. 72 e 73 del Codice, che regolano rispettivamente il Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale e le risorse destinate agli enti del Terzo Settore. Si tratta però di una deduzione: è indispensabile verificare l'avviso specifico da cui deriva il contributo, perché ogni bando fissa proprie regole su ammissibilità delle spese, rendicontazione e obblighi di partenariato.

Sul versante europeo, il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) introduce all'art. 4 un obbligo di *alfabetizzazione in materia di IA* (AI literacy): fornitori e utilizzatori di sistemi di IA devono adottare misure per garantire un livello sufficiente di competenza del personale. Un progetto educativo sul tema si muove nella stessa direzione culturale, pur non essendone destinatario diretto.

Implicazioni pratiche

Per gli enti coinvolti in una rete come questa i profili critici sono soprattutto due.

Il primo riguarda il trattamento dei dati personali. Quando più soggetti definiscono insieme finalità e mezzi di un trattamento, il GDPR configura una contitolarità ai sensi dell'art. 26: ETS capofila e partner devono regolare con accordo scritto la ripartizione delle responsabilità, in particolare verso gli interessati. Non basta un generico protocollo di intesa: serve individuare chi risponde di informativa, esercizio dei diritti e sicurezza.

Il profilo è ancora più sensibile perché il progetto coinvolge minori. I dati raccolti nelle scuole richiedono base giuridica solida e, dove il trattamento non poggi su un compito di interesse pubblico, il consenso deve essere prestato o autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale (art. 8 GDPR e art. 2-quinquies del Codice privacy italiano).

Il secondo profilo è la rendicontazione. Nei finanziamenti pubblici, uno scostamento sostanziale dal piano progettuale approvato – territori, attività, spese – può legittimare la revoca o la riduzione del contributo. La rete deve quindi presidiare la coerenza tra progetto finanziato ed esecuzione reale, documentando ogni variazione e ottenendo, quando richiesto, l'autorizzazione dell'ente erogatore.

Cosa fare in concreto

Una riflessione

Il valore di iniziative come questa non sta solo nel messaggio educativo. Il rapporto tra Terzo Settore e intelligenza artificiale impone agli enti di essere, prima ancora che formatori, soggetti conformi: chi insegna l'uso consapevole dell'IA è chiamato a gestire in modo altrettanto consapevole i propri dati, i propri contratti di rete e i propri obblighi di rendiconto. La coerenza tra ciò che si insegna e come si opera è, in questi progetti, la prima forma di credibilità.

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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