Vendite solidali e influencer: i nuovi obblighi di trasparenza
Una nuova disciplina interviene sulle vendite presentate come solidali e sulle campagne promosse dagli influencer. L'obiettivo è rendere trasparente quanta parte del prezzo arriva davvero alla causa benefica. Per aziende ed enti del Terzo settore cambiano gli obblighi informativi e contrattuali, con sanzioni fino a 50.000 euro in caso di violazione.
Il contesto
Le cosiddette vendite solidali, in cui l'acquisto di un prodotto viene associato a una donazione o a un sostegno a una causa benefica, sono da tempo uno strumento diffuso di marketing. Lo stesso vale per le campagne affidate agli influencer, che promuovono prodotti collegandoli a iniziative di beneficenza.
Il problema è la verificabilità. Spesso il consumatore non sa quanta parte del prezzo finisca effettivamente all'ente beneficiario, né con quali tempi e modalità. La nuova disciplina (riconducibile al disegno di legge A.S. 1864) interviene proprio su questo punto, imponendo obblighi di trasparenza e affidando il controllo all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm).
Inquadramento normativo
Le regole si collocano all'incrocio tra normativa consumeristica e disciplina del Terzo settore. Da un lato si rafforza la tutela del consumatore contro pratiche commerciali ingannevoli; dall'altro si definisce un quadro più chiaro per gli enti che ricevono i proventi delle iniziative solidali.
In concreto, chi promuove una vendita come benefica deve dichiarare in modo chiaro e accessibile alcune informazioni essenziali: l'ente destinatario delle somme, l'importo o la percentuale devoluta, e i tempi del versamento. L'indicazione deve comparire sull'etichetta del prodotto o nella comunicazione promozionale, comprese quelle diffuse dagli influencer sui canali social.
L'Agcm è il soggetto chiamato a vigilare e a irrogare le sanzioni, che possono arrivare fino a 50.000 euro. La disciplina coinvolge una platea ampia: aziende, influencer, organizzazioni non governative, enti del Terzo settore, università e fondazioni. La data di riferimento per l'applicazione è fissata al 16 giugno 2026.
Implicazioni pratiche
Per le aziende che usano la leva solidale, l'effetto principale è la responsabilizzazione. Non basta più dichiarare un generico sostegno a una causa: occorre indicare dati precisi e verificabili. L'informazione vaga o fuorviante può configurare una pratica commerciale scorretta, con esposizione sanzionatoria.
Per gli influencer cambia la natura del rapporto con il brand. Il contenuto promozionale che richiama una finalità benefica non è più solo un'attività di comunicazione: diventa veicolo di informazioni soggette a obblighi di legge. Chi diffonde il messaggio condivide il rischio di responsabilità se le informazioni sono inesatte.
Per gli enti beneficiari, infine, la trasparenza è anche un'opportunità reputazionale. Un flusso chiaro e documentato di proventi rafforza la fiducia di donatori e consumatori. Ma comporta la necessità di tracciare ricezione e destinazione delle somme.
Il punto più delicato riguarda i contratti. Gli accordi tra azienda, agenzia, influencer ed ente dovranno disciplinare con precisione chi dichiara cosa, chi versa le somme e in quali tempi, e come si ripartisce la responsabilità in caso di contestazione dell'Agcm.
Cosa fare in concreto
- Rivedete i contratti di sponsorizzazione e collaborazione. Inserite clausole che indichino in modo puntuale l'importo o la percentuale devoluta, l'ente beneficiario e i tempi di versamento.
- Allineate etichette e materiali promozionali. Verificate che le informazioni richieste compaiano in modo chiaro su prodotti, packaging e contenuti social, evitando formule generiche.
- Definite la ripartizione delle responsabilità. Stabilite contrattualmente chi risponde verso l'Agcm e prevedete clausole di manleva tra brand, agenzia e influencer.
- Documentate i flussi economici. Conservate prova della ricezione e destinazione delle somme da parte dell'ente beneficiario, per dimostrare la correttezza dell'iniziativa.
- Programmate un controllo prima del giugno 2026. Usate il periodo di transizione per adeguare procedure interne e modelli contrattuali in anticipo rispetto all'entrata in vigore.
Una valutazione
La direzione è coerente con l'evoluzione del diritto dei consumatori e con la crescente attenzione verso la rendicontazione nel Terzo settore. Per chi opera con campagne solidali, l'adeguamento non è un mero adempimento formale: incide sulla struttura dei rapporti contrattuali e sulla gestione del rischio.
Consigliamo di affrontare la revisione in modo coordinato, coinvolgendo insieme le funzioni marketing, legale e amministrative, così da evitare disallineamenti tra ciò che viene comunicato e ciò che risulta dai contratti e dalla documentazione contabile.
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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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